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SOVRAINDEBITAMENTO | L’ESDEBITAZIONE L.3/2012

Aggiornamento: 12 nov 2020

Con questo breve articolo cerchiamo di sintetizzare l’obiettivo di ogni procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento.

In poche parole, l’esdebitazione consiste nella liberazione di un soggetto da tutti i suoi debiti.

L’intenzione del legislatore è contenuta nella relazione accompagnatoria della L.3/2012 “offrire una seconda chance a coloro che non avrebbero alcuna prospettiva di superare lo stato di sovraindebitamento, per fronteggiare un problema sociale e reimmettere nel mercato soggetti potenzialmente produttivi”.


L'esdebitazione consiste nella liberazione di un soggetto sovraindebitato da tutti i suoi debiti, ottenibile grazie alle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento. Per una consulenza su roma, fiumicino, ladispoli, cerveteri www.gestoridellacrisi.it

Il legislatore con la Legge n.3 del 2012 ha introdotto la rivoluzione del sovraindebitamento, in modo da disciplinare l’insolvenza di tutti i soggetti esclusi dall’applicabilità della legge fallimentare e delle procedure concorsuali, consentendo l’accesso a tre procedure: piano del consumatore, accordo di composizione della crisi e liquidazione dei beni.

L’esdebitazione in senso stretto, nella legge n.3/2012, è prevista esplicitamente solo per la procedura di liquidazione dei beni. Accanto a questa forma di esdebitazione in senso stretto vi sono altre due forme che non sono definite espressamente come tali dalla legge e che a differenza della procedura di liquidazione non richiedono un apposito procedimento, in quanto effetto implicito dell’applicazione di altre norme riferite all’accordo e al piano del consumatore.

Sia il piano del consumatore che l’accordo di composizione della crisi producono, quale risultato finale del loro iter, la liberazione del debitore dai beni eccedenti la percentuale di soddisfazione ottenuta dall’esecuzione del piano.

Con la Legge 3/2012 il legislatore introduce, con l’esdebitazione, uno strumento a tutela del debitore, ma al tempo stesso ha una finalità sistemica, si vuole recuperare il debitore per poterlo reinserire nel ciclo economico-produttivo del paese.

L’esdebitazione in senso stretto, normato dall’art. 14-terdecies, è un istituto premiante ovvero è funzione dell’attività collaborativa del debitore e soprattutto della sua meritevolezza, che possono manifestarsi nei seguenti modi:

- Cooperazione e rispetto degli obblighi legati alla procedura.

- Fornendo la documentazione e le informazioni utili a ricostruire lo stato di sovraindebitamento e a poter effettuare le necessarie verifiche di legge.

- Non aver causato ritardi allo svolgimento della procedura.

- Non aver beneficiato negli 8 anni precedenti di altra esdebitazione.

- Non essersi indebitato mediante ricorso colposo dal credito o senza avere la ragionevole consapevolezza di poter rispettare gli impegni finanziari presi, ovvero una sproporzione tra redditi disponibili e obbligazioni finanziarie.

- Quando il debitore non abbia posto in essere atti in frode ai creditori, pagamenti o altri atti dispositivi del proprio patrimonio, ovvero simulazioni di titoli di prelazione, allo scopo di favorire alcuni creditori a danno di altri.

La norma, art. 14-terdecies co.3 L.3/2012, esclude l’esdebitazione per tre categorie di debiti:

1) Debiti derivanti da obblighi di mantenimento e alimentari.

2) Debiti da risarcimento danni, nonché per le sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti.

3) Debiti fiscali che, pur avendo causa anteriore al decreto di apertura delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, sono stati successivamente accertati in ragione della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi.

Vi sono altre due categorie che bisogna considerare:

1) I debiti in capo ai coobligati, fidejussori e gli obbligati di regresso, esplicitamente esclusi dagli effetti delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento.

2) I creditori che abbiano maturato il proprio diritto successivamente l’omologa della procedura, i quali non possono partecipare al concorso.

La legge prevede, nel caso della procedura di liquidazione dei beni, che il giudice con decreto adottato su ricorso del debitore interessato, presentato entro l’anno successivo alla chiusura della liquidazione, sentiti i creditori non integralmente soddisfatti e verificate le condizioni sopra già enunciate, dichiara inesigibili i crediti non soddisfatti integralmente.

I creditori non integralmente soddisfatti possono proporre reclamo ai sensi dell’articolo 739 del codice di procedura civile.

Con il Codice della Crisi e dell’Insolvenza (D.L. 14/2019) vi saranno delle modifiche anche in tema di esdebitazione, tali novità, che entreranno in vigore dal 1/9/2021, saranno affrontate in un apposito approfondimento su questo blog.

Buon lavoro.



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